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LA STORIA DELL'AZIENDA

Portare l'aroma e la qualità dell'espresso italiano nel mondo è da sempre il nostro principale obiettivo.
Per questo puntiamo all'eccellenza e all'innovazione, traendo forza dalla nostra esperienza che si è consolidata in più di un secolo di attività, da quando, all'inizio del Novecento, Luigi Lavazza inventò il concetto stesso di miscela, l'arte di mescolare differenti origini di caffè per ottenere un prodotto armonico
e gustoso.

Oggi Lavazza è leader nella qualità ed è riconosciuta nel mondo come il simbolo dell'espresso italiano e dell'italianità.

 

 

 

EMILIO LAVAZZA
Straordinario capitano d’industria che ha dedicato all’azienda 50 anni di conduzione esemplare.
 
1932
Emilio nasce a Torino e da il via alla terza generazione Lavazza.
Sposerà Maria Teresa Rey, e diventerà padre di Giuseppe (attuale Vice Presidente e Direttore Marketing Lavazza) e Francesca (attuale Direttore Corporate Image Lavazza). 

1957
Emilio Lavazza, figlio di Beppe, è entrato in azienda da qualche anno. Crede fortemente nelle potenzialità della comunicazione pubblicitaria e per questo contatta lo Studio Testa di Torino per una campagna nazionale di affissioni. Nasce in questo modo un sodalizio duraturo e importante e persino un’amicizia tra Lavazza, nelle figure di Beppe ed Emilio, e lo stesso Armando Testa.
Sotto la sua guida, il Gruppo inizia l’espansione internazionale in Europa e nel mondo, una grande sfida imprenditoriale alla quale Emilio ha creduto fortemente, tanto da portare oggi l’Azienda ad avere 8 consociate estere ed essere presente con il suo marchio in oltre 90 paesi, conservandone l’autentica identità italiana e mantenendo salda la leadership nel mercato nazionale.

1958
Lavazza e Testa, compagni di viaggio
La fine degli anni '50 in Italia è contrassegnata dal boom economico, dalla voglia di consumi moderni, dall'affermazione di un nuovo mezzo di comunicazione: la televisione. Carosello è il programma più seguito della tv di Stato; quale miglior banco di prova per creare nuove e importanti campagne?
Emilio Lavazza crede nella pubblicità e contatta lo Studio Testa per una campagna nazionale di affissioni. Lavazza e Testa stringono così uno tra i più solidi e proficui rapporti della storia dell'advertising italiano, rimasto invariato ancora oggi.
 
1959-1960
Il caffè Paulista e i caroselli di Caballero e Carmencita
Nel 1958 Emilio è il promotore del lancio del prodotto Paulista, in lattina sotto vuoto spinto. Questo caffè verrà supportato dalla prima indimenticabile campagna pubblicitaria Lavazza. Le avventure di Caballero e Carmencita riportano infatti al personaggio-prodotto Paulista. L'obiettivo è creare una forte immagine di brand, autonoma rispetto al nome Lavazza. Paulista diventa un nome e un prodotto-marchio riconoscibile ed evocativo ma anche un personaggio. L'intera operazione è uno dei primi esempi di comunicazione integrata.

1971
Alla morte del padre Giuseppe nel 1971, viene nominato amministratore delegato.
 
1980
Il nuovo presidente della Lavazza è ora Emilio Lavazza, il suo vice è Alberto, figlio di Pericle.
 
1986 – 1988
Emilio Lavazza diventa presidente dell'EUCA (European Coffee Association) e dell'ECF (European Coffee Federation), proseguendo nel compito – in passato ricoperto da Pericle – di selezionare ed acquistare la materia prima presso i paesi produttori.
 
1991
Il 2 giugno del 1991 è stato nominato Cavaliere del Lavoro della Repubblica.
 
1993
Nel 1993, è stato insignito della Laurea Honoris Causa dalla Facoltà di   Economia e  Commercio di Torino.
 
1995
Cento anni di Lavazza
Il 1995 per Lavazza è soprattutto l'anno in cui ricorre il Centenario. Nei giorni tra il 22 e il 23 giugno si celebra un secolo di vita aziendale. I festeggiamenti iniziano con l'incontro in stabilimento di Emilio e Alberto Lavazza con circa mille persone, durante il quale si ripercorre la storia dell'azienda e si premiano i dipendenti con 25 anni di collaborazione. Il giorno successivo al Lingotto si tiene la serata di gala con artisti, personaggi e celebrità.

1998
Emilio Lavazza annuncia i temi dell'Euro
Emilio Lavazza annuncia il tema dell'imminente introduzione dell'euro, definendolo come una sorta di "Big Bang" che l'intero gruppo deve prepararsi ad affrontare: "bisogna considerare interno, dice, il mercato europeo in cui vivono 290 milioni di consumatori. Questo imporrà un nuovo impulso all’internazionalizzazione che, in Lavazza, è da tempo parte dell’indirizzo strategico".
 
2008
Presidente Onorario dal giugno 2008, durante il suo mandato Lavazza ha acquisito le dimensioni di un affermato Gruppo di rilievo mondiale, leader nel mercato del caffè.
Esempio di vivace sensibilità, consapevole che il successo di un’azienda è strettamente legato alla relazione con i dipendenti, lascia alla famiglia e alla sua azienda una grande eredità dal punto di vista etico e umano.
  

La tazzina del caffè

La qualità di un ottimo caffè dipende anche dall’oggetto che lo ospita: la tazzina.
La tazzina perfetta deve essere di porcellana, preferibilmente di colore bianco per poter valutare ogni minima tonalità di colore della crema. Deve avere una capacità massima di 70 ml, una forma troncoconica, e pre-riscaldata ad una temperatura di circa 35-40°C. La crema sarà così compatta e calda riuscendo in questo modo ad esaltare e intrappolare le caratteristiche salienti e gli aromi del caffè.

I primi contenitori per il caffè erano piccoli bicchieri, simili a dei portauovo, il cui uso risale ai tempi delle crociate. Il nome arabo era “tassa”. I primi servizi preziosi da caffè di origine turca, comparvero nella città di Istanbul intorno al 1400. Il pezzo più stimato del servizio era la caffettiera in tombak, una lega di zinco e rame. A questa si accompagnavano tazze di ceramica simili a bicchierini, e per evitare di scottarsi le dita venivano sostenute dagli zarf , supporti in rame o in argento con una piccola impugnatura che ne facilitava la presa.

In Europa la diffusione di questi oggetti cominica all’inizio del XVIII, quando si diffonde tra la nobiltà la moda di bere caffè in preziosi contenitori da tavola. Luigi XV torrefaceva i chicchi in un bruciatore d’argento e preparava la bevanda con caffettiere create apposta per lui. Il gioielliere Duvaux produsse su commissione anche un macinino d’oro lavorato per la favorita Madame Pompadour.

Intorno al 1750 la tazza con relativo piattino diventa la formula più classica per servire il caffè. 

Facciamolo con la moka

La caffettiera moka è composta da tre parti: la caldaia nella quale l'acqua viene portata in ebollizione, il filtro metallico che serve a contenere il caffè macinato finemente e  un contenitore superiore nel quale il caffè risale per poi essere servito. L’acqua passa attraverso il caffè grazie alla pressione fornita dal vapore; il tempo di contatto tra acqua e caffè è di circa 1 minuto e l'estrazione arriva intorno al 22% delle sostanze contenute nel caffè.

Il risultato è una bevanda dal gusto deciso, con corposità media e aroma piuttosto intenso. Normalmente si utilizzano circa 6 grammi di caffè tostato a "medio" o "scuro" per una tazza di volume di 40-50 millilitri.

Qualche regola per un caffè ad hoc

  1. Usate acqua fresca e leggera. Acque salmastre o ricche di calcare o dure, affievoliscono il sapore integro. Non usate acqua bollita.
  2. Il contenitore deve essere caricato generosamente con il caffè macinato e mai pressato. Poggiate la polvere delicatamente, eliminando i grumi. Dosate convenientemente le proporzioni di caffè e acqua.
  3. Non accelerate i tempi di preparazione; al contrario si parte dall'acqua fredda, che dovrà riscaldarsi gradualmente sulla fiamma vivace. Pazientate qualche minuto.
  4. La caffettiera va posta sul fuoco a fiamma bassa e a coperchio aperto. Per questo è bene porre un salvaschizzi sul beccuccio da cui esce il caffè.
  5. Togliete la caffettiera dal fuoco a caffè pronto. La bevanda non deve mai bollire, perchè diventerebbe sgradevole, quindi spostate la caffettiera dal fuoco qualche istante prima che termini l'erogazione.
  6. Bevete il caffè molto caldo, appena fatto: è il momento più indicato per goderne aroma e gusto pieni. Il caffè rimasto va conservato in frigorifero, per conservarne al meglio aroma e sapore.
  7. Pulite accuratamente la caffettiera ogni qual volta la usate, non sciacquate con sapone o detersivi ma solo con acqua bollente. La pulizia del filtro va fatta con molto scrupolo. Prima dell'impiego è consigliabile far bollire con poco caffè le caffettiere nuove o quelle a riposo da lungo tempo.

 INFORMAZIONI PRESE DAL SITO WWW.LAVAZZA.IT

 

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